Per la Ferrari è arrivata la stagione più importante, quella che potrebbe definirne il prossimo futuro. Dopo tanta attesa, il 2026 è qui e la gestione Vasseur, arrivata al quarto anno, è prossima a scoprire se le delusioni degli ultimi anni sono servite per concentrare tutte le energie su questo nuovo ciclo tecnico. Comunque vada, il 2026 deciderà diverse sorti all’interno del Cavallino: perché sbagliare ancora sarebbe, agli occhi di tutti, decisamente imperdonabile.
Il 2025 si è aggiunto a 2014, 2016, 2020, 2021 tra gli anni senza vittorie per il team di Maranello. E, se pensiamo a come la stagione scorsa era iniziata, le premesse erano decisamente diverse. Inutile citare nuovamente (l’abbiamo fatto più volte) la nefasta esperienza della festa in Piazza Castello a Milano che, unita all’arrivo di Lewis Hamilton a Maranello, ha alzato l’asticella delle aspettative a livelli mai visti nemmeno ad inizio 2000, quando per lo meno c’erano delle basi sufficienti a potersi attendere determinati risultati. Quello che è successo dopo lo ricordiamo tutti e, soprattutto, sembra averlo capito la Ferrari che, in questo 2026, si è presentata con tutto un altro tipo di comunicazione.
Prestagione
Il prestagione 2026 è stato, infatti, all’insegna del low profile e di dichiarazioni sicuramente meno pompose da parte di tutto l’entourage del Cavallino, anche in considerazione del fatto che fare proclami, con una nuova era al via in Formula 1, sarebbe stato peccato ancora più grosso di quello di un anno fa. La SF-26 ha vinto, comunque, la palma della migliore presentazione a mani basse, scendendo in pista davanti ai tifosi poco dopo essere stata mostrata ai media con i consueti render. Sotto questo punto di vista, Maranello resta sempre davanti ad una concorrenza ormai abbonata unicamente alle immagini digitali e a quelle che emergono da coraggiosi curiosi assiepati ai filming day.
In linea di massima la PU Ferrari è stata la più affidabile vista in pista nei test prestagionali del Bahrain. Mentre Haas ha completato la sua sei giorni senza mai fermarsi e Cadillac ha appena iniziato la sua avventura in Formula 1, la Ferrari ha avuto un solo problema tecnico al mattino del quinto giorno con Lewis Hamilton. Per il resto, programma completato con il quarto chilometraggio più alto della griglia (4.070 km) alle spalle di McLaren, Haas e Williams.
La Rossa è anche tornata a farsi notare per un paio di soluzioni che hanno richiamato l’attenzione degli avversari e degli addetti ai lavori. La prima è l’aletta posizionata alle spalle dello scarico per aumentare il carico, accreditata di portare un vantaggio oggettivamente enorme e probabilmente esagerato. La seconda è rappresentata dal sistema di apertura del flap mobile all’ala posteriore, testato da Hamilton per pochi giri proprio al mattino in cui si è fermato. La soluzione prevede che il flap, una volta aperto, ruoti di altri 180° ribaltandosi completamente. Dal punto di vista tecnico, nonostante una vettura dalle forme apparentemente convenzionali rispetto ad altri team, le novità hanno incuriosito mostrando una Rossa, diciamo così, audace nel cercare di esplorare soluzioni innovative.
I colpi finali di Charles Leclerc, con i giri veloci che lo hanno portato in testa alla classifica dei tempi generali nell’ultima giornata, hanno ovviamente scatenato le fantasie dopo un inverno silenzioso. Ovviamente ci sono sempre le consuete variabili (benzina, mappa) da tenere in considerazione, ma oggettivamente questa stagione sembra poter partire con delle premesse migliori rispetto ad un anno fa, quando il comportamento in pista della SF-25 aveva subito lasciato qualche dubbio. Anche la SF-26 non ha ancora un bilanciamento perfetto e questo, dagli onboard, è stato chiaro. La situazione sembra, però, decisamente migliore del recente passato.
FONTE: P300.it



































































































