Si è tenuta oggi pomeriggio a Nonantola la cerimonia di intitolazione della via d’accesso al Centro Sportivo “Il Nido” a Paolo Ponzo, indimenticato giocatore gialloblù, protagonista della storica cavalcata che portò il Modena Fc dalla Serie C alla Serie A e scomparso prematuramente nel 2013.
L’evento si è tenuto presso il Palazzo dei Giuristi della Partecipanza Agraria alla presenza della sindaca di Nonantola Tiziana Baccolini, del presidente del Modena Fc Carlo Rivetti e della famiglia Ponzo, oltre a giornalisti e rappresentanti delle istituzioni.
La cerimonia si è aperta con lo svelamento della targa dedicata a Paolo Ponzo, momento simbolico che ha dato ufficialmente il nome alla strada che conduce al centro sportivo gialloblù. Successivamente i relatori hanno preso posto al tavolo per i saluti istituzionali e per ricordare la figura di Ponzo, calciatore molto amato dalla tifoseria canarina per generosità, spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia dimostrati nelle cinque stagioni vissute con il Modena.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma con origini modenesi e padre spirituale della storica Longobarda.
Tiziana Baccolini, sindaca di Nonantola: “E’ un momento emozionante, dopo questa decisione di intitolare la via a Paolo Ponzo, poter conoscere i suoi familiari: per me è un onore. Al momento di decidere a chi intitolare la via ci siamo trovati con la Giunta e abbiamo avuto la certezza di dedicarla al mondo sportivo, poi abbiamo subito pensato a Paolo Ponzo. Dopo pochi giorni ho ricevuto una telefonata dal Modena, nella quale ci siamo trovati a proporre lo stesso nome. E’ stata una particolarità e una casualità, ma forse non solo: quello che ha spinto noi a questa decisione è stata l’importanza di Ponzo come calciatore, ma soprattutto come uomo e per i valori che ha rappresentato. Il soprannome Muratore racchiude in sé tutto”.
Carlo Rivetti, presidente Modena Fc: “Credo che Paolo Ponzo rappresenti un calcio che purtroppo forse non c’è più, più legato alle bandiere e ai valori umani e meno alle variabili economiche. Paolo ha giocato in parecchie squadre, anche non prettamente “amiche” del Modena a livello di rivalità sportiva, come per esempio Cesena e Reggiana. Proprio nella gara d’andata contro i bianconeri c’è stato lo scambio tra maglie del Cesena e del Modena: questo rappresenta che Paolo ha messo in evidenza valori importanti in campo e anche fuori. Era l’anima di tutte le squadre in cui ha giocato, è una cosa particolare per un uomo che in campo dava tutto e rappresentava un punto di riferimento per tutti i suoi compagni e siamo molto contenti di avere avuto l’opportunità di intitolare la strada di accesso al centro sportivo a Paolo Ponzo. Il centro sportivo rappresenta il futuro della nostra società: spero che faccia riflettere i nostri ragazzi sul fatto che essere un vero uomo è ancora più importante che essere un buon giocatore di calcio. Ringrazio il sindaco e la Giunta che hanno sottoscritto con noi questa scelta, superando le difficoltà burocratiche. Come aneddoto posso raccontare che una delle prime volte che sono entrato allo stadio e sono andato verso lo “Zelocchi” ho visto il murales dedicato a Ponzo e mi sono chiesto perchè fosse lì. Da lì ho approfondito e ho saputo la storia, affezionandomi subito a Ponzo. Sono un romantico, amo gli uomini bandiera, dico sempre che è molto più importante comportarsi in modo corretto piuttosto che vincere. Avere nelle nostre radici una persona con questi valori, che cercheremo di trasmettere anche ai più giovani, è importante”.
Michela, moglie di Paolo Ponzo: “L’emozione di avere questa targa qui dietro è indescrivibile. Ricevere, dopo quasi 13 anni dal 24 marzo 2013, la telefonata con cui sono stata avvisata di questa iniziativa è incredibile. Che l’Emilia sia grande non lo devo dire io adesso, ma in questo modo ho avuto veramente l’opportunità di far ricordare ai nostri figli chi è Paolo. Sicuramente questi anni sono stati fondamentali, gli angeli della Longobarda sono sparsi in tutta Italia. La magia di quella cavalcata si ripercuote negli anni. Quando ho saputo di questa scelta sono rimasta senza fiato”.




































































































