LIVE LA CONFERENZA DI SOTTIL IN VISTA DI BARI-MODENA
Trasferta insidiosa per il Modena, atteso lunedì pomeriggio (ore 15) allo Stadio San Nicola contro il Bari nel match della 33esima giornata di campionato. Di seguito le dichiarazioni di mister Sottil.
“Vorrei esprimere un concetto sulla settimana tremenda che abbiamo passato: è stata una settimana molto difficile perchè è scomparso un angelo di nome Nina, che non tornerà mai più e questo ci ha colpito molto, a me in maniera particolare come padre. Anche tanti miei ragazzi sono padri e siamo stati toccati, siamo andati Milano a dare sostegno morale alla famiglia Rivetti e per dare la nostra vicinanza. Abbiamo assistito ad una forza ed una dignità impressionante da parte della famiglia Rivetti. La lettera che ha letto la mamma di Nina è stato qualcosa di tragico, ma ci ho visto una forza e una dignità che ci devono dare una lezione di vita. Nina sarà sempre nei nostri cuori: noi la onoreremo facendo il nostro lavoro ancora meglio rispetto a quanto fatto fino ad oggi.
Sosta e recupero energie? Abbiamo finito la partita contro il Mantova stremati, perchè i ragazzi hanno dato tutto quello che avevano: hanno portato a casa la vittoria con le unghie e con i denti e la sosta è arrivata a fagiolo. Ci serviva per recuperare giocatori in un reparto che è stato carente in termine di uomini e di scelte come il centrocampo. Dovevamo dare rabbocchi di energia fisica e mettere a posto un po’ di livelli nel motore. Abbiamo lavorato bene, il gruppo è tutto a disposizione, tranne Cauz che non sarà della partita: c’è solo da attenzionare bene Sersanti perchè veniva da una recidiva. L’abbiamo gestito bene, sta bene e si sta allenando, ma su di lui bisogna alzare un po’ le antenne perchè viene da un infortunio particolare. Anche Massolin, che ha attraversato un periodo di calo fisiologico, ora ha ripreso a marciare bene. Siamo pronti per questo tour de force, una partita alla volta. Ci siamo sempre detti di giocare la nostra partita con umiltà, rispettando sempre il nostro avversario, ma in casa e fuori per noi non cambia nulla e dobbiamo sempre mettere in campo la nostra identità. Ora la partita più importante è quella di Bari, incontreremo una squadra insidiosa, nonostante le difficoltà della classifica e della stagione. E’ una società di blasone, allenata molto bene e con giocatori importanti per la categoria. Non dobbiamo dare per scontato che sia una partita facile, sarà una battaglia e il Bari, come tutte le squadre, gioca per il proprio obiettivo. Sarà una partita scorbutica, ma dobbiamo farci trovare pronti: abbiamo nitido l’obiettivo di centrare i playoff.
Tre trasferte consecutive e pochi allenamenti? Ci siamo preparati bene in questa sosta, cercando di aumentare i carichi di lavoro senza andare fuori giri. La squadra, in termini di dati fisici, sta bene. Abbiamo spinto e raggiunto tutti gli obiettivi e questo è importante. Il fatto di allenarsi poco lo sapevamo e lo abbiamo messo in conto, ma ora possiamo gestire bene le partite in termini di rotazioni ed alternanze, tenendo conto degli avversari. In più rispetto agli altri abbiamo il recupero di Catanzaro, ma nessun alibi e nessuna scusa: giocare fa sempre bene e ti tiene sul pezzo mentalmente e fisicamente.
Wiafe? Quello che mi ha colpito è che dimostra grande personalità per l’età che ha. E’ sereno nelle scelte che fa, ha margini di crescita incredibili e sa fare la cosa giusta al momento giusto. Ascolta, vuole crescere e ha capacità di accelerazione e chiudere i cross, che a me piace molto in un una mezzala. Bisogna lasciarlo sereno e tranquillo, gestendolo bene: ha personalità e sembra un ragazzo con già 4-5 campionati alle spalle.
Bari? Lo stadio e la gente è un po’ in protesta, ma sono cose che a noi non devono riguardare. Il Bari ha un obiettivo chiaro che è salvare la categoria: ha un allenatore preparato e che conosco bene personalmente. Il Bari in una stagione non positiva ha alternato anche buone partite e ha qualità e giocatori importanti. E’ chiaro che se sono in quella posizione hanno avuto problemi e possono ancora averli. Sta a noi partire dal presupposto che è una partita difficile e metterli in difficoltà: il Modena visto nelle ultime partite mi piace molto, più solido, più cinico, non prendere gol fa la differenza. Dobbiamo partire sempre da lì e dobbiamo andare a Bari e cominciare di nuovo con solidità difensiva: poi questa squadra ha sempre dimostrato di trovare le proprie occasioni.
Nieling? E’ completamente recuperato, gli è mancato il piede d’appoggio in un’oscillazione di calcio.
Mancata qualificazione ai Mondiali? Nell’82 ero in cortile a festeggiare e sono cresciuto con l’immagine di quella vittoria. Mi dispiace molto e non sono qui a dire cosa bisogna fare, ma due domande bisogna farsele perchè sono tre edizioni che l’Italia non riesce ad andare ai Mondiali. Dobbiamo sicuramente rivedere qualcosa, è arrivata l’ora di dare un cambio di rotta al nostro calcio.
Miei aspetti passati alla squadra? Sono tanti i tasti che abbiamo toccato a livello mentale fin dall’inizio, Mi piace parlare più a livello plurale e quello di cui sono più orgoglioso è la forte identità che la squadra ha sempre avuto fin dall’inizio. L’allenatore è un po’ come il timoniere della barca e quando la barca è in tempesta il capitano non deve nicchiare. Noi l’abbiamo fatto e l’identità della squadra è rimasta forte e i ragazzi l’hanno capito bene. Le soluzioni si vanno a cercare dentro all’identità e la squadra sta dimostrando sempre più maturità e crescita. Questa squadra ha numeri importanti, ma l’identità forte è la cosa che mi piace di più.
Tonoli? Il lavoro dietro da parte mia e dei miei lavoratori c’è nel valorizzare questi talenti. Da ex difensore, qualche sfumatura in più in quel ruolo gliela posso passare: alleno tutti i reparti, ma la difesa nello specifico la alleno io. Ci sono dettagli che solo un ex difensore può passare. Ho la fortuna di avere ragazzi che vogliono imparare: Tonoli è affamato di miglioria ed è forte, anche il contesto di squadra lo mette nelle condizioni di fare bene.
Pyyhtiä e Sersanti? Sono recuperati e a disposizione, ma bisogna calcolare sempre che vengono da un infortunio lungo. Sono giocatori freschi e giovani che recuperano più velocemente: i dati fisici sono importanti da parte di tutti e due, poi ci sono le mie scelte da considerare”.


































































































