Vallalta. Dalle sfide amatoriali del calcio a 7 alla gloria federale nel giro di soli undici mesi. La favola del Vallalta è una di quelle storie che riconciliano con lo sport: la piccola frazione concordiese, al debutto assoluto in FIGC, si è presa la scena vincendo il girone B reggiano di Terza Categoria. Un sorpasso clamoroso anche a livello geografico, visto che mentre il Vallalta festeggia la promozione, il Concordia fa il percorso inverso scivolando dalla Seconda alla Terza.
La svolta dopo il crollo Il trionfo dei ragazzi di Simone Ferraresi poggia su un dato statistico impressionante: 17 risultati utili consecutivi (14 vittorie e 3 pareggi). Eppure, la stagione era stata segnata da uno shock iniziale: il pesantissimo 0-6 incassato a Gavasseto a fine ottobre. «Una giornata storta nata sotto i cattivi auspici — scherza il ds Tiziano Pinotti — fu la prima e unica volta che decidemmo di andare a pranzo insieme prima del match, un’abitudine che abbiamo prontamente abbandonato».
La scintilla del riscatto scocca la settimana successiva, in una sfida pirotecnica contro il Quadrifoglio: «Sotto 4-4, loro hanno sbagliato il gol della vittoria al 97′ e sulla ripartenza abbiamo segnato noi. In quel momento ho capito che eravamo destinati a qualcosa di grande».
Il sorpasso sulla Cortilese Partiti con l’obiettivo minimo dei playoff, a dicembre la dirigenza ha deciso di non nascondersi più, puntando dritta al primato. Il gruppo, costruito pescando molti fedelissimi ex Medolla in cerca di riscatto, ha retto l’urto del testa a testa con la Cortilese. Dopo un girone d’andata chiuso a inseguire (-2), il sorpasso decisivo è arrivato a quattro giornate dal termine. «Siamo sempre stati spalla a spalla — prosegue Pinotti — ma negli scontri diretti (un successo per 4-1 e un pareggio) abbiamo dimostrato di avere quel qualcosa in più».
Orgoglio locale, nonostante il rammarico per un derby con il Concordia sfumato a causa delle diverse direzioni prese dalle due squadre, al Vallalta resta la soddisfazione di essere diventata la prima forza calcistica del territorio comunale. «La dedica? Va a noi stessi e alla nostra compattezza. Siamo una società piccola ma legatissima; il nostro segreto è l’unione del gruppo, un’intesa che si vede in campo ma soprattutto quando ci ritroviamo a tavola».








































































































