Numeri alla mano, Steven Nador sta offrendo un contributo sempre più rilevante alla causa gialloblù. Il dato acquisisce maggiore valore, considerando anche le scelte tecniche di mister Sottil che, nel corso della stagione, ha spesso cambiato gli interpreti del trio difensivo, in particolare il centrale del pacchetto arretrato con una rotazione continua, prevalentemente nel girone di ritorno.
Escludendo il debutto nella gara d’andata contro la Juve Stabia, dove è sceso in campo per appena un minuto, Nador ha collezionato altre dieci presenze, nove delle quali da titolare e una subentrando dalla panchina nel finale di partita con la Carrarese. Con lui in campo, il Modena ha incassato soltanto sei reti, ha mantenuto la porta inviolata in cinque occasioni e ha perso solo due volte. Senza di lui, nelle otto partite che non ha giocato nel 2026, la squadra ha subito dieci gol ed è stata sconfitta quattro volte. Dati che fotografano la compattezza e la maggiore solidità difensiva con la sua presenza in campo.
Non è un caso che nel derby contro la Reggiana, mister Sottil abbia scelto proprio Nador, preferito a Dellavalle e ad un uomo con più esperienza come Adorni. Una scelta tecnica che evidenza anche la fiducia crescente nei suoi confronti. Nador sta rispondendo con prestazioni attente, pulite e sicure. In questo finale di stagione, con i playoff alle porte, il centrale togolese potrebbe avere un ruolo chiave nella retroguardia gialloblù, oltre ad essere anche una pedina importante in ottica futura.








































































































