Castelfranco. A Castelfranco, dopo l’United Castelfranco, nasce anche lo Sporting Castelfranco Academy del presidente Marco Dinota.
Presidente Dinota, come nasce il progetto Sporting Castelfranco Academy?
«Questo progetto nasce dalla volontà di creare una società che diventi una vera casa per i giovani del territorio. Vogliamo una scuola calcio capace di mantenere un dialogo costante con le istituzioni locali e, soprattutto, di avviare progetti con le scuole che mirino all’inclusione. Il cuore pulsante dell’Academy è dare voce e spazio a chi viene spesso messo da parte nella quotidianità: il nostro motto è non lasciare indietro nessuno, perché tutti abbiamo bisogno di una mano per superare le sfide della vita. In poche parole, nessuno si salva da solo.»
Quali sono i “sogni nel cassetto” per questa nuova realtà?
«Ci piace sognare ad occhi aperti perché crediamo che, con la giusta convinzione, i sogni si realizzino. Il primo grande obiettivo è collaborare con i centri diurni del territorio per dare spazio a ragazzi e ragazze con disabilità, creando una squadra “Special” che partecipi ai campionati della Divisione Calcio Paralimpica (DCP) della FIGC. Il secondo sogno è dare vita a una squadra femminile a Castelfranco Emilia: è una realtà che manca e se ne sente il bisogno, visto che tante ragazzine vorrebbero giocare ma non hanno una squadra locale a cui fare riferimento.»
C’è anche una forte componente di sostegno sociale nel vostro programma.
«Assolutamente sì. Vogliamo sostenere concretamente le famiglie che non possono permettersi la quota d’iscrizione, perché non è giusto che i sogni di un bambino vengano oppressi da difficoltà economiche. Crediamo fermamente nei valori dello spogliatoio, che riflettono quelli della vita di tutti i giorni. Sono principi che oggi, a Castelfranco, mancano nel settore giovanile e che io, insieme al mio socio e vice presidente Daniele Giannini, ci impegneremo a esaltare ogni giorno.»
Cosa serve ora per far decollare definitivamente il progetto?
«Il nostro progetto è un dono per chiunque voglia sposare i nostri valori; siamo aperti a qualsiasi dialogo o collaborazione per il bene della comunità. Attendiamo con apprensione l’uscita del bando comunale per il centro sportivo Pedretti e, speriamo, anche per lo stadio Ferrarini. È passato un decennio dall’ultimo bando e vogliamo finalmente avere l’opportunità di partecipare e far conoscere a tutti la nostra idea di scuola calcio. Il calcio è di tutti, soprattutto di chi lo ama.»







































































































