LIVE LA CONFERENZA DI SOTTIL ALLA VIGILIA DI AVELLINO-MODENA
Trasferta impegnativa per il Modena, atteso domani sera (ore 20.30) allo Stadio Partenio-Lombardi contro l’Avellino nel match della 38esima giornata di campionato. Di seguito le dichiarazioni di mister Sottil.
“Avellino? La partita si prepara facendo quello che abbiamo sempre fatto. Abbiamo sempre parlato di mentalità vincente e dobbiamo andare ad Avellino e completare. Non sono ipocrita e la nostra partita è martedì, ma dobbiamo fare una partita dignitosa, con grande serietà e professionalità perchè è giusto che sia così. Dobbiamo onorare e rispettare il campionato perchè è l’ultima partita e vogliamo chiudere bene il nostro percorso. Devo, però, considerare anche la partita di martedì, ora cambia lo scenario perchè l’obiettivo è stato raggiunto matematicamente. Devo gestire il gruppo per arrivare in maniera ottimale, con tutta la rosa fresca e pimpante, alla partita di martedì.
Turnover? Può sembrare che io possa snobbare questa partita, ma non è così. Devo gestire bene le due partite e la partita più importante della stagione è quella di martedì, devo gestire le forze. Ci sono giocatori che hanno giocato meno e può essere la possibilità per dare minutaggio a loro in funzione anche dei playoff, che ci auguriamo possano essere tante partite.
Bissare i punti dell’andata con una vittoria? E’ una partita di campionato e vera, dobbiamo fare una partita all’altezza del Modena, poi ci sono anche indicazioni che devo avere da determinati giocatori, come Sersanti, Gliozzi, che torna a disposizione, e Pyyhtia. Anche altri giocatori vorranno essere protagonisti di questa partita e dei playoff. Dobbiamo rispettare un avversario come l’Avellino che sicuramente sarà motivatissimo: è una grande piazza e sta facendo un percorso molto importante con Ballardini. Dovrà guardare anche altri campi, vedremo cosa dirà il verdetto del campo.
Gerli? Non ha avuto un infortunio muscolare grave. L’infortunio è molto soggettivo, lui mi sembra abbastanza avanti e siamo molto fiduciosi: non sappiamo per martedì, è un po’ al limite, ma sta recuperando molto bene.
Defrel e Gliozzi? Sono a disposizione e servirà domani anche avere risposte da questi giocatori che sono stati protagonisti. Sicuramente darò loro del minutaggio.
Bilancio personale della stagione? Sono molto contento, sotto il profilo umano questa proprietà e questa area tecnica mi hanno fatto lavorare come voglio, sviluppando le mie idee e il mio metodo: non sempre è così, anche se dove ho raggiunto risultati è sempre stato così. Qui ho trovato tutti questi incastri e queste qualità umane e questo fa la differenza. Quando c’è intelligenza, educazione e rispetto dei ruoli io mi sento bene e questo fa sì che io possa dare il massimo di me stesso.
Debutto di altri giovani? Quest’anno ne ho inseriti abbastanza, Arnaboldi, Colpo e Fabbri sono convocati e ci sarà la possibilità di fare esordire qualche ragazzo se lo riterrò necessario. Sono tutti ragazzi molto bravi e questo fa onore allo scouting e alla ricerca di giocatori anche nelle categorie più basse. Guardando Wiafe, sembra che sia diventata normalità, ma non è così: vuol dire che c’è competenza e lavoro.
Centrale di centrocampo? Non ci sono tante alternative. Arnaboldi è un play e già da un po’ è con noi, potrebbe anche iniziare la partita, lo sto valutando. Altrimenti c’è anche Nador che può fare il play, le altre sono tutte mezzali pure che si dovrebbero adattare tanto.
Massolin all’Inter? In quest’ultima parte della stagione è cresciuto tantissimo, ha maturità anche in fase difensiva. Ha margini di miglioramento grandi, ogni volta tocca ancora troppo la palla. Per me ha bisogno ancora di uno step nel nostro campionato, lui può stare all’Inter e sicuramente verrà valutato in ritiro: come mio parere avrebbe bisogno ancora di uno step di continuità, magari una Serie A media. Sarei contento se rimanesse a Modena, ha bisogno ancora di completarsi: ho visto tanti giocatori partiti e poi tornati indietro: non so se questo up and down può fare bene.
Futuro e firma per il sesto posto ad inizio stagione? Ero sicuro che ce la saremmo giocata con tutti con grande competitività perchè la squadra l’ho sempre percepita performante, con alti e bassi ma ero sicuro che saremmo rimasti nella griglia dei migliori. Penso che alla fine la classifica rispecchi sempre l’andamento e la qualità della squadra. Io ho un altro anno di contratto, qui sto benissimo e mi auguro di continuare ad essere protagonista di questo progetto. Non dipende solo da me, adesso sono molto concentrato per cercare di andare più in là possibile perchè ne abbiamo la possibilità: quello di martedì sarà il più grande scoglio.
Crisi calcio? Per il me il nostro problema in Italia riguarda i giovani. Ai miei tempi c’era grande competenza di istruttori e non di allenatori: nel settore giovanile non si deve vincere, ma formarsi. Ci vuole super competenza soprattutto per quanto riguarda i bambini che guardano e copiano: bisogna lavorare e lasciarli liberi. Nei settori giovanili deve esserci gioco e tecnica individuale e non tattica, poi non si gioca più in strada. Io grazie al Toro sono diventato calciatore, venivo dal karate e me l’hanno insegnato loro ad essere calciatore.
Continuità allenatori? Io penso che mettere un allenatore al centro del progetto, cercando di accontentarlo dopo averlo scelto e aver capito che persona è, lo metta nella condizioni di lavorare bene e di avere continuità. Poi l’allenatore è un uomo solo, specialmente nella sconfitta: il progetto spesso c’è quando le cose vanno bene, poi quando vanno male sparisce il progetto. Qui anche nei momenti difficili, normali, siamo stati bravi ad essere tutti compatti: ho sempre percepito la fiducia della società”.








































































































