MotoGP 26 arriva su Xbox Series X come un capitolo di transizione che prova a rimettere ordine nella serie, introducendo finalmente un modello di guida più credibile e un sistema di progressione più vivo. Non è la rivoluzione che molti aspettavano, ma è un passo avanti concreto, soprattutto per chi gioca su console e vuole un’esperienza più pulita, stabile e leggibile rispetto agli ultimi anni.
Il cambiamento più evidente è il nuovo approccio alla guida: non è più la moto a determinare tutto, ma il pilota. La gestione del corpo, del peso, delle traiettorie e delle fasi di frenata diventa più importante, e su Xbox Series X questo si traduce in un feeling più naturale con il pad. Le moto sono meno “binari”, più nervose in ingresso curva e più sensibili agli errori, ma senza diventare punitive. È un equilibrio che funziona, soprattutto nelle categorie minori, dove si percepisce davvero la crescita del pilota nel corso della stagione.

La modalità Carriera beneficia delle Rider Ratings dinamiche, che finalmente rendono il campionato meno statico: i valori dei piloti cambiano in base ai risultati, e questo crea stagioni più imprevedibili. Non siamo ancora ai livelli di un vero ecosistema sportivo, ma è un passo avanti rispetto alla rigidità dei capitoli precedenti. Bene anche il lavoro sulle rivalità e sulle interazioni interne al team, che aggiungono un minimo di narrativa senza diventare invadenti.
Su Xbox Series X il gioco gira solido: caricamenti rapidi, frame rate stabile, resa pulita in pista e un buon lavoro sugli effetti atmosferici. Non c’è un salto grafico evidente rispetto a MotoGP 24, ma la pulizia generale è superiore e la leggibilità in gara ne beneficia. L’online, con crossplay completo (tranne Switch), è stabile e permette gare fino a 22 giocatori senza particolari incertezze.
Il problema è che, nonostante i miglioramenti, MotoGP 26 resta un titolo che fatica a trovare una vera identità. La fisica è più credibile ma non ancora profonda come dovrebbe; la carriera è più viva ma non rivoluzionaria; il comparto tecnico è solido ma non sorprende. È un gioco che fa molte cose bene, poche male, ma nessuna in modo davvero memorabile. Un capitolo che convince, ma non entusiasma.
Per questo il mio voto è 7.5: un buon MotoGP, il migliore degli ultimi anni per coerenza e pulizia, ma ancora lontano dal salto di qualità che la serie meriterebbe.







































































































