La rosa del Modena la scorsa estate e nel mercato invernale è stata costruita seguendo due parametri molto precisi: da un lato la volontà di puntare sulla crescita di giovani promettenti, sia già presenti in casa come Beyuku, Wiafe, Arnaboldi, Colpo e Fabbri, sia arrivati dal mercato, come Nador, Nieling, Tonoli e Massolin; dall’altro la decisione di acquistare uomini di esperienza, che fossero abituati a lottare per i playoff o per la promozione e potessero guidare la crescita del gruppo.
Di questo secondo insieme, in compagnia dei vari Zampano, Adorni, Zanimacchia e De Luca, fa sicuramente parte anche Chichizola, arrivato la scorsa estate dallo Spezia con cui aveva appena perso la finale playoff contro la Cremonese. Portiere di grande esperienza, che a inizio carriera ha difeso per alcune gare la porta del River Plate e poi in Italia ha giocato ad alti livelli in Serie B, disputando diverse volte i playoff e arrivando a debuttare in Serie A con il Parma e, in Spagna, a giocare in Liga e in Europa League con le maglie di Las Palmas e Getafe, l’argentino era stato scelto come erede di Gagno, che aveva chiuso un ciclo in gialloblù passando al Vicenza. Titolare indiscusso dall’inizio dell’anno, Chichizola si è rivelato determinante per il gioco di mister Sottil: al netto di qualche indecisione, alla sua abilità nel guidare con carisma una difesa spesso molto giovane e composta da giocatori debuttanti in categoria come Tonoli e Nieling, ha aggiunto fin da subito una caratteristica molto importante come l’abilità nel gioco con i piedi. Proprio da lui è spesso iniziata la manovra del Modena, sia con gioco palla a terra che, soprattutto, con precisi lanci alla ricerca dei compagni, spesso sfruttati specialmente nei primi mesi di campionato, quando i canarini sono stati a lungo in vetta alla classifica.
Nella seconda metà del campionato, Chichizola è poi stato decisivo parando due rigori che avrebbero potuto indirizzare diversamente il finale di campionato dei gialli. Il primo a Castellammare di Stabia, quando ai padroni di casa, che si erano portati sull’1-2 con un gol di Mosti dopo le reti di Zanimacchia e Zampano per i canarini, fu concesso un calcio di rigore che costò anche l’espulsione a Tonoli: Chichizola neutralizzò il penalty di Gabrielloni e il Modena portò a casa tre punti fondamentali in uno scontro diretto poi decisivo per finire il campionato al sesto posto, sebbene, con il senno di poi, quel risultato non sia poi servito ad evitare l’eliminazione nel turno preliminare dei playoff. Il secondo rigore respinto, invece, ha coinciso con l’infortunio che ha poi, messo fine alla stagione di Chichiziola: nel match sul campo del Sudtirol il portiere argentino dopo appena quattro minuti di gioco ha respinto il tiro dal dischetto di Casiraghi sullo 0-0, ma ha rimediato nell’occasione la lesione di alto grado del tendine distale del muscolo bicipite brachiale sinistro per la quale è poi stata necessaria l’operazione che lo ha tenuto lontano dal campo per la parte finale della stagione e per i playoff. Un’assenza che, nonostante l’impegno messo in campo da Pezzolato, si è sentita e che ha costretto i gialli anche a modificare in parte il proprio stile di gioco proprio per la differente abilità nel gioco con i piedi dei due portieri.
Finita la stagione del Modena, Chichizola potrà ora sfruttare i mesi che ci separano dal prossimo campionato per recuperare al meglio dall’infortunio in vista della prossima stagione, in cui potrebbe essere una delle pedine da cui ripartire nella costruzione della squadra.



































































































