Simone Santoro si è preso il Modena con il lavoro, la continuità e le ottime prestazioni che lo hanno reso uno dei migliori della stagione gialloblù. Il centrocampista canarino ha chiuso l’annata con numeri che raccontano perfettamente la sua importanza nello scacchiere di Sottil: trentasei presenze in campionato, alle quali si aggiungono altri due gettoni tra Coppa Italia e playoff. Appena due assenze nelle ultime tre gare della regular season: una a Monza, causata da un leggero problema fisico, e l’altra frutto del turnover di Avellino. Santoro è praticamente sempre stato titolare, ad eccezione della sfida d’andata contro la Carrarese, quando è subentrato all’inizio del secondo tempo. Un ulteriore dato che conferma quanto Sottil abbia fatto affidamento su di lui durante la stagione. A livello realizzativo, ha messo a referto due reti. Un nella prima giornata di campionato, a “Marassi”, contro la Sampdoria, decisiva per la vittoria che ha subito acceso l’entusiasmo della piazza. La seconda, invece, nel pareggio ottenuto a Bolzano contro il Sudtirol.
Mezz’ala moderna, dinamica e intelligente tatticamente, Santoro ha saputo abbinare corsa, equilibrio e tecnica nella gestione del pallone. Ma non solo visto che, in assenza di Gerli, è stato schierato anche nel ruolo di regista, interpretando la posizione in maniera un po’ differente rispetto al compagno, ma sempre con ordine e personalità. E proprio in quelle circostanze ha ereditato da Gerli anche la fascia da capitano.
Santoro è diventato un autentico punto di riferimento per il Modena e il suo centrocampo. Prestazioni dopo prestazioni, si è confermato tra i migliori interpreti del suo ruolo nel campionato cadetto. Simbolo di crescita, continuità, qualità e anche leadership. Certamente uno dei punti fermi da cui ripartire nella prossima stagione.



































































































