Dopo l’esonero di mister Sottil e in attesa della decisione della società in merito al tecnico che guiderà il Modena nella prossima stagione, è tempo di un bilancio in merito alla stagione che ha visto il tecnico piemontese alla guida dei gialloblù. Analizzando tutto il corso del campionato dei gialli, sono diversi sia gli aspetti positivi che quelli negativi della gestione Sottil, con i secondi che, evidentemente, hanno prevalso nelle valutazioni della società, che ha optato per il cambio di allenatore, nonostante un altro anno di contratto già previsto.
Tra gli aspetti positivi della stagione del Modena c’è senza dubbio il fatto di aver raggiunto l’obiettivo stagionale prefissato prima dell’inizio del campionato, ovvero posizionarsi all’interno della zona playoff. Il Modena di Sottil è riuscito nell’intento, non uscendo mai dai primi otto posti della classifica per tutto il corso del campionato e stazionando nei primi mesi, dopo la partenza sprint, addirittura in zona promozione diretta: per i gialli è arrivato il record di punti dal ritorno in Serie B e i playoff nel torneo cadetto sono stati raggiunti a dodici anni di distanza dall’ultima volta. Inoltre, il tecnico piemontese ha avuto il coraggio di dare fiducia e di lanciare diversi giovani, all’esordio o quasi in B: sia quelli acquistati nel corso del mercato estivo, come Nieling, Massolin, Tonoli e Nador, diventati quasi tutti presto titolari e, nel caso del francese, fonte anche di un’importante plusvalenza dopo la cessione all’Inter, sia quelli già presenti in rosa o in Primavera, come Beyuku, Wiafe, Fabbri, Colpo e Arnaboldi.
Tra gli aspetti negativi c’è, però, la mancanza di continuità della squadra: dopo la partenza sprint, infatti, i canarini hanno proseguito la stagione su ritmi che, senza poter contare sul bottino di punti già accumulato in precedenza, probabilmente non avrebbero consentito ai gialli di concludere il campionato in zona playoff. A pesare sono stati soprattutto i tanti ko rimediati (13 in campionato più quello ai playoff e quello in Coppa Italia, a fronte di 15 vittorie) e le difficoltà in casa, dove sono arrivate ben sei sconfitte, oltre a quella ai playoff contro la Juve Stabia. Due, nello specifico, i momenti chiave in senso negativo: i cinque ko in sei partite tra fine novembre, dicembre e inizio gennaio e la stagione chiusa in calo dopo l’ultima sosta per le Nazionali, con l’unica vittoria su sette partite disputate ottenuta nel derby contro la Reggiana, a fronte di quattro sconfitte e due pareggi e il deludente playoff contro la Juve Stabia, che sicuramente ha pesato nella decisione della società.
In mezzo, ci sono state anche nel girone di ritorno strisce positive, come le tre vittorie consecutive contro Venezia, Carrarese e Juve Stabia a febbraio o le due contro Spezia e Mantova a marzo, ma la sensazione è sempre stata quella che la squadra faticasse a ritrovare i ritmi di inizio stagione. A questo si aggiungono le difficoltà riscontrate in attacco e, più in generale, nel concretizzare la mole di gioco prodotta: problematica che ha accompagnato i gialli per tutto il corso della stagione e che non è stata risolta nemmeno con gli interventi effettuati dalla società nel corso del mercato di gennaio in accordo con Sottil. Legato a questo tema c’è, poi, quello della rigidità tattica: il tecnico canarino, salvo qualche eccezione nei finali di partita, non ha mai provato variazioni rispetto al 3-5-2 standard proposto fin dal ritiro a Fanano dell’estate scorsa. Da un lato questa scelta ha dato ai gialli un‘identità chiara, portata avanti per tutto il corso della stagione; dall’altro può aver limitato le potenzialità di una squadra a cui, in certe situazioni, avrebbero potuto far comodo più fantasia e qualità in zona offensiva.




































































































