Preparatevi perché sarà un’estate caldissima, più di questo pazzo fine maggio con temperrature africane. Anche sforzandoci di essere otimisti, vedrete che in Eccellenza salteranno almeno tre società, se non quattro.
Castelvetro. Si sa da due mesi ormai, Ali Aden, presidente del Terre di Castelli, ha detto basta, non vuole più fare calcio a Castelvetro: meglio, second lui, andare all’ambiziosa Cittadella che la prossima stagione punterà alla Serie C. Lo aveva già deciso la scorsa estate tentando di pendere la Spal, ci ha provato anche lo scorso dicembre con la Centese, a gennaio con la Correggese e infine con la Cittadella. E ora? Beh, come abbiamo scritto all’indomani della retrocessione, clamorosa, in Promozione dopo la sconfitta (anche questa clamorosa) nei playout contro il Campagnola, il Formigine vorrebbe prendere il titolo del Terre e così tornare subito in Eccellenza. Lo aveva già fatto in passato con la Mortizzuolese, poi con la Rosselli, e ora col Terre di Castelli.
Agazzanese. Il presidente Groppalli, dopo 27 anni, ha deciso di non iscrivere l’Agazzanese. Nessun problema economico, ci mancherebbe, semplicemente non ha più voglia di investire nel calcio. Magari sarà rimasto deluso dalla stagione fallimentare dei piacentini, certo, sta di fatto che ha detto basta, Groppalli. Sembrava che il titolo lo prendesse l’ambizioso Gotico ma non sarà così. Al momento nessuno si è fatto avanti e al 90 per cento (ma potremmo scrivere al 100 per cento), il titolo dell’Agazzanese andrà al Crer.
Imola. Questo l’articolo di oggi del Corriere di Romagna sulla situazione sempre più grottesca a Imola. “Fumata bianca (offerta di Tarantino pervenuta) o fumata nera (nessuna offerta)? Nessuna fumata, visto che se ne riparlerà dopo il ponte del 2 giugno, quando il “problema tecnico/telematico” (così è stato scritto dall’Imolese in un comunicato stampa pubblicato sulla propria pagina Facebook) sarà risolto. La giornata segnata in rosso del 26 maggio, quella che avrebbe dovuto vedere l’assegnazione attraverso l’asta sincrona telematica del “complesso aziendale riferibile all’Imolese Calcio 1919”, è finita infatti in archivio con il titolo di “molta attesa per nulla” visto che l’asta non è stata effettuata. L’Imolese ha infatti comunicato che… “a seguito di un problema tecnico/telematico riscontrato in occasione dell’asta fissata per oggi 26 maggio alle ore 17, la stessa è stata rinviata alla prima settimana di giugno con data in corso di fissazione dalle autorità competenti alla quale seguirà nuova pubblicità sui medesimi siti di legge”. Tutto rinviato, quindi, con la base d’asta che era fissata a 100 mila euro con il termine della presentazione delle offerte con bonifico che era fissato a lunedì alle ore 12: la sensazione è che l’unico soggetto interessato era e resti Giovanni Tarantino, imprenditore palermitano che ha confermato via social la sua presenza all’asta con un messaggio sul suo profilo Instagram ma dovrà attendere ancora, prima di poter dire di essere ufficialmente il nuovo proprietario dell’Imolese”.
San Mauro Pascoli. Anche qui situazione imbarazzante, sarebbe più giusto scrivere surreale. Il presidente della Sammaurese Stefano Guerra dalla fine del campionato non ha più rilasciato dichiarazioni. Tanto per farvi un esempio, era ospite della trasmissione di Zona D di Beppe Indelicato e non si è nemmeno presentato. Diciamo che i fatti dicono che quest’anno la Sammaurese è stata penalizzata in classifica, non per colpa di Guerra, certo, ma della precedente gestione, però la situazione non è migliorata, anzi. Iscrizione ad alto rischio anche qui.
San Marino. Qui è come andare di notte coi fari spenti. Per dipingervi il quadro, vi citiamo solo un episodio accaduto alla vigilia della gara dei playout persa poi con la Recanatese che è costata la retrocessione dei riminesi: Mattia Gasperoni, attaccante del San Marino, uno dei giocatori più rappresentativi del club, non ha giochato il playout contro la Recanatese. Il classe ’99 cesenate, 11 reti decisive e fascia al braccio con cui ha chiuso la stagione regolare, ha infatti ottenuto lo svincolo d’ufficio dal club con cui ha delle pendenze nonostante il biennale firmato. L’udienza al Collegio arbitrale gli ha dato ragione e così ha ottenuto la possibilità di liberarsi dal San Marino. Abbiamo detto tutto.








































































































