Il Modena FC è un club con una storia ultracentenaria, con 54 partecipazioni alla Serie B e un passato non indifferente anche in Serie A. Una squadra che ha sempre saputo appassionare i suoi tifosi, dentro e fuori dal campo: che si tratti di seguire dal vivo i Canarini o di puntare su di loro usando bonus ricarica sui principali siti di scommesse. Nel corso dei decenni, la maglia gialloblu è stata indossata da calciatori straordinari, che spesso si sono affermati ai massimi livelli del calcio italiano e mondiale. Un club che ha saputo valorizzare talenti e costruire pagine di storia calcistica indimenticabili. Ecco i protagonisti assoluti di questa avventura lunga più di cent’anni.
Renato Braglia: il muro insuperabile
Numeri come i suoi non si vedono spesso: 518 presenze in 17 stagioni consecutive (1939-1957). Terzino di razza nato a Bomporto, Braglia è il primatista assoluto di presenze con la maglia gialloblu e guida anche le classifiche specifiche per Serie A (156) e Serie B (302). Dopo il ritiro, ha continuato a guidare il club anche come allenatore, sia in prima squadra che nel settore giovanile. Un uomo che ha dedicato l’intera vita al Modena e che è diventato il simbolo per antonomasia di cosa significhi appartenere davvero a una squadra.
Alfredo Mazzoni: il cannoniere storico
Novantuno reti in maglia gialloblu: è questo il bottino di Alfredo Mazzoni, il miglior marcatore nella storia del Modena. Esordì in massima serie a soli 16 anni nella partita in Pisa-Modena del 1924 segnando il suo primo gol, e che lo fece diventare il più giovane marcatore del club. Interno sinistro di classe, ha militato in tre diversi periodi con i Canarini (1924-1931, 1935-1936 e il campionato di guerra del 1944), addirittura come allenatore-giocatore nell’ultimo. Un primato che resiste ancora oggi, a distanza di quasi un secolo, e che racconta di un calciatore capace di fare la differenza.
Marco Ballotta: il portiere eterno
Giocare in Serie A a 44 anni non è da tutti. Marco Ballotta, classe 1964, è uno dei portieri più longevi della storia del calcio italiano e il Modena è stato centrale nella sua carriera: ben 317 presenze in due periodi distinti (1984-1990 e 2001-2004), che lo collocano al quinto posto per presenze con i gialloblu. La sua storia con i Canarini è fatta di parate decisive, stagioni intense e un rapporto speciale con la piazza. In particolare nella stagione 1989-1990, culminata nella promozione in Serie B, Ballotta subì solo 9 reti nelle 34 partite disputate, restando imbattuto per ben 958 minuti consecutivi.
Luca Toni: i primi passi verso il mondo
Prima del Mondiale del 2006, prima della Fiorentina, prima del Bayern Monaco, c’era il Modena. Luca Toni ha mosso i suoi primissimi passi proprio nella squadra Giovanissimi del Modena, dove a 13 anni venne allenato dal brasiliano Chinesinho. Esordì con i Canarini poi anche nel calcio professionistico proprio (1994-1996), collezionando 8 gol in 34 presenze. La storia di Toni è la prova che il Modena ha sempre avuto un occhio di riguardo per i giovani talenti, capace di lanciare calciatori destinati a scrivere pagine importanti del calcio italiano.
Enrico Chiesa: gol e spettacolo
Padre d’arte (il figlio Federico milita oggi nella Nazionale), Enrico Chiesa ha vestito la maglia del Modena nella stagione 1993/94, lasciando il segno con 14 gol in 36 presenze. Numeri importanti per un esterno offensivo di grande qualità, capace di saltare l’uomo e di essere letale sotto porta. Un’annata che gli valse il salto definitivo verso i palcoscenici più importanti, conquistando la Serie A con la Sampdoria e la Fiorentina e diventando uno degli attaccanti più amati degli anni Novanta.
Armando Perna: il cuore gialloblu
Tre mandati, 344 presenze, un amore incondizionato. Armando Perna è il simbolo della fedeltà a una maglia: difensore affidabile e leader nei momenti difficili, ha seguito il Modena perfino in Serie D per aiutare la squadra a riprendersi dopo il fallimento. Un atto di passione raro nel calcio moderno, dove la logica del contratto spesso prevale su quella del cuore. Perna ha dimostrato che esistono ancora calciatori capaci di legarsi a una città e a una maglia in modo viscerale e autentico.
Cristian Bucchi: una stagione da sogno
Nella stagione 2005-2006, Cristian Bucchi ha vissuto un’annata da sogno con la maglia del Modena: 29 gol in 41 presenze, diventando protagonista di una stagione brillante, portando il club ai playoff. Oggi Bucchi siede in panchina come allenatore, guidando squadre della terza divisione come l’Ascoli e l’Arezzo.
Raúl Banfi: il pioniere uruguaiano
Figlio di genitori italiani, arrivato da Montevideo negli anni ’40, Banfi ha segnato ben 49 volte con il Modena prima di diventare il primo uruguaiano a indossare la maglia della Juventus: un trampolino di lancio costruito proprio all’ombra della Ghirlandina. La sua storia racconta di un calcio senza frontiere, in cui il talento sapeva viaggiare e affermarsi anche lontano da casa. Un pioniere, nel vero senso della parola.
Tanti nomi, tante storie, un’unica maglia. Il Modena FC è anche questo: una comunità di campioni che, chi per qualche stagione e chi per una vita intera, hanno scelto il gialloblù come colore della propria carriera.



































































































