Cercato la scorsa estate come possibile rinforzo offensivo per l’attacco del Modena, alla fine Manuel De Luca è arrivato a gennaio nel mercato di riparazione. Il suo approdo in gialloblù, con aspettative importanti, aveva acceso l’entusiasmo: esperienza, fisicità e quel soprannome – “Il Cigno” – che evocava eleganza e ricordi legati, soprattutto, alla finale playoff della stagione precedente, quando portò in Serie A la Cremonese.
L’inizio, in effetti, sembrava promettente. Al debutto contro il Padova colpì subito un palo, dando la sensazione di poter diventare quell’attaccante d’area di rigore che mancava alla squadra, poi la rete nella gara successiva contro il Pescara, alimentando l’idea che servisse soltanto tempo per ritrovare la migliore condizione atletica e fisica, dopo i mesi vissuti fuor rosa a Cremona.
Con il passare delle giornate, però, le aspettative sono rimaste ali. De Luca ha trovato spazio con continuità, scendendo in campo in tutte le 21 gare a disposizione, ma senza riuscire ad incidere come ci si attendeva. Solamente tre gol realizzati: a Pescara e la doppietta decisiva per la vittoria casalinga contro lo Spezia. Troppo poco per lasciare davvero il segno. Un’esperienza deludente che, almeno sulla carta, prometteva ben altro.
Ora il futuro dell’attaccante sarà nuovamente legato alla Cremonese, società proprietaria del cartellino. Il Modena saluta un giocatore che avrebbe dovuto rappresentare una risorsa importante per l’attacco canarino, ma che così non è stato. “Il Cigno”, sotto la Ghirlandina, non è riuscito a spiccare il volo.







































































































