Dopo 22 l’Italia è tornata a vincere il Gran Premio di Monaco grazie a Kimi Antonelli, che ha interrotto un altro digiuno azzurro illustre in F1 chiudendo definitivamente il cerchio aperto da Jarno Trulli nell’ormai lontano 2004. Il pilota Mercedes ha messo il sigillo su un weekend perfetto interpretando la gara in maniera assolutamente perfetta, dal primo all’ultimo giro: scatto eccezionale, ritmo asfissiante, ripartenza ottima dopo la bandiera rossa e finale in carrozza. Il mondiale 2026 ha sempre più un nome e un cognome.
Dall’altro capo del box Mercedes c’è un George Russell che ha vissuto un altro incubo, dopo l’avaria che lo ha fermato in Canada. Reduce da una qualifica deludente, il britannico ha incassato una serie di investigazioni e soprattutto di penalità (cinque secondi per eccesso di velocità in pit lane e un drive through per non avere scontato la sanzione precedente) che lo hanno retrocesso 13°, a marcare un altro buco pesantissimo per la classifica generale.
Tutto positivo per Lewis Hamilton, solido secondo e ancora bandiera di positività in una Ferrari che deve fare anche i conti con il dramma di Charles Leclerc. Per il monegasco un incidente dovuto anche a ciò che ha costituito il “giallo” di fine gara, ossia il consumo anomalo dell’asfalto tra le curve Rascasse e Noghès, dove la vettura #16 è finita in barriera. Tra situazioni convulse e immagini poco edificanti la corsa è ripresa dopo la bandiera rossa, ma anche stavolta è il glorioso nome della F1 a uscirne infangato.
Il podio momentaneo è completato da Isack Hadjar, su cui pendono tuttavia due possibili sanzioni che verranno diramate nelle prossime ore. A beneficiarne potrebbe dunque essere Oscar Piastri, quarto. Out i rispettivi compagni di squadra: la gara di Max Verstappen non è mai iniziata, a causa di un problema al motore palesatosi esattamente al semaforo verde, mentre Lando Norris è stato fermato da un problema alla batteria.
In attesa di altre decisioni della Direzione Gara, il risultato odierno è fenomenale per Racing Bulls, che piazza Liam Lawson quinto e Arvid Lindblad sesto, ma anche per Cadillac, ai primi punti con un Sergio Pérez tuttavia ancora nella lista degli indagati. Qualora il messicano dovesse essere sanzionato, Fernando Alonso e Aston Martin erediterebbero il punticino finale. Peccato per Pierre Gasly, terzo sul campo ma retrocesso da due speeding in pit lane, altro tema di una domenica a dir poco tumultuosa.
Aggiornamento delle 20:30: Sergio Pérez penalizzato, Fernando Alonso è decimo con l’Aston Martin.
Cronaca
Dopo l’incidente nelle qualifiche Bortoleto è costretto a partire dalla pit lane, lasciando libera la casella numero 16 dello schieramento. Il brasiliano è anche uno dei tre piloti a partire su gomme morbide, insieme alle Cadillac di Pérez e Bottas; tutti gli altri sono su gomme medie.
Al semaforo verde resta inchiodata la Red Bull di Verstappen, che vanifica un’eccezionale qualifica. Antonelli controlla le Ferrari alle sue spalle, con Hamilton davanti a Leclerc, mentre Hadjar mantiene la posizione su Russell e Piastri. Scivola indietro invece Norris, superato da Gasly per il settimo posto. Alla fine del primo giro rientrano per il cambio gomme Bottas, Bortoleto e Bearman, presumibilmente per coprire tutto il resto della gara: pneumatici medi per il finlandese, duri per gli altri due.
Verstappen completa la prima tornata e rientra ai box per ritirarsi. La causa, secondo le parole dell’olandese via radio, è un problema alla power unit. La Direzione Gara invece segnala un errato posizionamento di Russell in griglia di partenza, che si rivela tuttavia essere regolare. Soste per Alonso e Stroll, che dal fondo della classifica mettono gomme morbide, mentre Pérez segue la strategia del compagno di squadra e carica le medie.
Al settimo giro il vantaggio di Antonelli è già oltre i quattro secondi e anche alle sue spalle si tende ad evitare distanze troppo ravvicinate. Leclerc è a quasi quattro secondi da Hamilton e ne ha due su Hadjar, il quale ha analogo margine su Russell. Più distante Piastri, che paga già sei secondi dalla Mercedes #63. L’unico confronto ravvicinato è quello tra Gasly e Norris, con il campione in carica che resta a tiro della Alpine ma senza trovare varchi per passare. Pérez, posizionato fuori dalla casella di partenza al via, subisce un drive through.
Nelle retrovie si susseguono ancora i pit stop, con piloti che cercano di anticipare gli avversari diretti per trovare un sorpasso: Ocon mette gomme dure al decimo giro, Hülkenberg rientra al 14°. Questo porta già alle prime fasi di doppiaggio per Antonelli e per gli altri protagonisti principali: con il traffico il vantaggio dell’italiano su Hamilton scende a tre secondi e mezzo, mentre Russell riaggancia la coda di Hadjar.
Prima del 20° giro Hadjar inizia a lamentare problemi al motore e dai box confermano che la power unit Ford non è completamente a posto. Russell mette pressione al francese ma non c’è letteralmente spazio per guadagnare la quarta posizione. Leclerc invece tira dritto alla chicane del Porto, ma senza drammi per la sua gara.
Dal 26° passaggio crolla il ritmo di Hamilton, che inizia a perdere oltre un secondo al giro da Antonelli. Hadjar, che con i problemi accusati al motore è sceso a quasi mezzo minuto da Leclerc, taglia la chicane del Porto scatenando le lamentele di Russell. Al 28° giro Hamilton monta le gomme dure per affrontare la seconda parte di gara: il sette volte iridato riparte terzo.
Vedendo che Hadjar non cambia gomme, Russell decide di liberarsi della presenza ingombrante della Red Bull al giro 32. Sulle gomme dure torna in pista ottavo, ma con un giro di rientro a ritmo sostenuto riesce scavalcare il francese, che ritarda la sosta di una tornata e perde la posizione. Hamilton riceve invece una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in pit lane. Norris, ancora alle spalle di Gasly, lamenta problemi al motore che tuttavia vengono risolti con un reset.
Al 35° giro è il momento della sosta di Leclerc, che riparte ad oltre dieci secondi da Hamilton e sarà dunque costretto agli straordinari per guadagnare il secondo posto sfruttando la penalità del compagno di squadra. Il giro 37 è infine quello del cambio gomme di Antonelli, perfetto e preciso tanto quanto la sua guida in pista: il suo vantaggio su Hamilton è di quasi 14 secondi. Dall’altra parte del box Mercedes arrivano cinque secondi di penalità per Russell, che come Hamilton ha ecceduto la velocità massima in pit lane.
Russell raggiunge Norris, che ancora deve fermarsi, e il campione del mondo inizia a calare notevolmente il passo lasciando perdere il pressing su Gasly. L’obiettivo è quello di consentire a Piastri, quarto e a sua volta atteso al cambio gomme, di prendere posizione sulla Mercedes. La tattica funziona per qualche giro ma al 44° passaggio la McLaren rallenta improvvisamente sotto il tunnel per un problema alla batteria; Russell si inventa un numero per evitare l’incidente e torna a pista libera. Cambia gomme anche Gasly, che ora può gestire tranquillamente il settimo posto nonostante non riesca nemmeno lui a scampare all’epidemia di penalità per speeding.
La passerella di Antonelli prosegue indisturbata e a suon di record sul giro. Al 48° giro ha 20 secondi di gap su Hamilton e 27 su Leclerc, il quale sta cercando di limare la distanza dal compagno di squadra penalizzato per superarlo. Piastri effettua la sosta al 49° giro e riparte sesto ad una dozzina di secondi da Hadjar, ormai distanziato da Russell.
Al 55° giro un’immagine simbolo della gara e di tutto il Gran Premio: Russell, quarto, viene doppiato da Antonelli, che continua a condurre una corsa mostruosa. Piastri subisce a sua volta i cinque secondi di penalità e Russell finisce di nuovo sotto investigazione per avere attraversato la linea di uscita box, ma la Direzione Gara ritiene il passaggio regolare.
Leclerc nel frattempo è entrato nella finestra dei cinque secondi di distacco da Hamilton, assicurandosi il secondo posto virtuale nonostante un piccolo bacio alla barriera della chicane del Porto. Il passo di Hamilton, dal calo gomme nel primo stint, non è mai tornato quello di inizio gara.
Al 60° giro la prima safety car della gara, causata da Stroll che impatta alla Noghès. Ferrari opta per il doppio pit stop, il vantaggio sugli inseguitori è ampio ma questo consente a Hamilton di scontare la penalità restando davanti al compagno di squadra. Anche Mercedes chiama entrambi i piloti e Russell finisce nuovamente dietro a Hadjar, peraltro senza avere scontato i cinque secondi. Lo stesso succede a Piastri con Gasly, anche se il francese ha ancora la penalità. La top ten è al momento completata da Lawson, Lindblad (che non ha ancora cambiato gomme) e Albon, sacrificato per qualche giro per consentire a Sainz di risalire qualche posizione.
La gara riprende al 66° giro ma senza Leclerc, che sbatte esattamente dove era uscito Stroll poco prima. La safety car rientra prontamente in pista. Russell subisce un drive through per non avere scontato la sanzione al pit stop precedente, mentre Gasly prende altri cinque secondi, vittima di un altro speeding.
Al giro 68 viene calata la bandiera rossa per analizzare l’asfalto tra Rascasse e Noghès, che appare molto rovinato. Dopo una lunga ricognizione, durante la quale si scorge anche il commissario-pilota Olivier Beretta chiedere ad uno steward di nascondere un pezzo di asfalto sgretolato dietro ad un guardrail affinché non venga ripreso dalla telecamere, si decide per la ripartenza in griglia.
Nel corso dell’interruzione arrivano altre investigazioni importanti, in particolare quelle di Hamilton e Hadjar per non avere rispettato le dieci vetture di distanza in regime di safety car. Il britannico viene scagionato già prima del ritorno in pista.
La ripartenza, dopo due passaggi dietro safety car, è quella del giro numero 71. Antonelli è impeccabile e controlla Hamilton, Hadjar con problemi di potenza viene bruciato da Russell e Gasly e scivola quinto davanti a Piastri. Nelle retrovie Hülkenberg e Sainz si toccano al Loews e successivamente lo spagnolo è speronato anche da Colapinto al Portier: fine dei giochi per il pilota Williams.
Russell sconta il drive through alla fine del 72° giro e rientra 14°, lasciando il terzo posto momentaneo a Gasly. Il pilota Alpine ha dieci secondi totali a suo carico ma Hadjar subisce una nuova investigazione per una violazione in regime di bandiera rossa.
Antonelli gestisce alla perfezione l’ultima fase “sprint” e mette il sigillo su un weekend perfetto, vincendo il Gran Premio di Monaco. Hamilton è secondo e Hadjar terzo, in attesa di eventuali nuove sanzioni a carico del transalpino. Gasly retrocede settimo alle spalle anche di Piastri, Lawson e Lindblad. Albon è ottavo, Ocon nono e Pérez decimo grazie ai dieci secondi inflitti a Hülkenberg per l’incidente con Sainz: anche il primo punto marchiato Cadillac è tuttavia in sospeso per una possibile nuova violazione del messicano, che anche alla ripartenza non ha preso correttamente la casella in griglia.
Al termine di una Montecarlo trionfale Antonelli vola in classifica generale con 156 punti, mentre al secondo posto è salito addirittura Hamilton con 90. Il secondo zero consecutivo ferma Russell a 88 punti, terzo, poi Leclerc a 75. Il mondiale costruttori è sempre più a tinte Mercedes con 244 punti contro i 165 di Ferrari e i 118 di McLaren.
La F1 non si ferma e nel prossimo fine settimana sarà di nuovo in pista, con il Gran Premio di Barcellona-Catalunya sulla pista di Montmeló.
Classifica

FONTE: P300.it


































































































