Il calcio modenese piange Gianni Vaccari, ex giocatore e tecnico fra i più apprezzati del pallone di casa nostra negli anni ’80 e ’90, che si è spento a soli 72 anni vinto da una malattia. Modenese doc, era stato un difensore arcigno per tante stagioni anche con la maglia del Sassuolo, poi da allenatore aveva cominciato al Roteglia, quindi dopo la Fossolese era passato alla Reggiana Zambelli
Modenese doc e geometra stimato, impiegato per una vita all’Agenzia del Demanio tra Modena e Bologna, Gianni Vaccari si è spento a 72 anni a causa di una malattia. Lascia la moglie Gianna, la figlia Alessia con il genero Max, i nipoti Martina e Matteo, la mamma Adele e il fratello Tiziano. Prima di sedersi in panchina, è ricordato come un difensore arcigno e di sostanza, che ha legato una parte importante della propria avventura sul campo ai colori del Sassuolo.
La sua firma calcistica più prestigiosa è legata alla gloriosa Reggiana Zambelli: alla guida della formazione femminile granata tra il 1990 e il 1992, Vaccari ha conquistato due scudetti consecutivi, avendo l’opportunità di allenare autentiche leggende del movimento come Carolina Morace e Milena Bertolini. Nel corso della sua carriera ha guidato molte altre realtà maschili del territorio, tra cui si ricordano Roteglia, Fossolese, Sammartinese, Rolo e Maranello.
Nella stagione 1995-1996 è tornato a Sassuolo (Serie D) nelle vesti di allenatore, fortemente voluto dal ds Soli e dal presidente Gianni Gibellini. Guidò una squadra competitiva fino al sesto posto finale, prima di rassegnare le dimissioni a poche giornate dal termine. Proprio Gibellini lo ha ricordato come un tecnico preparato e un uomo di rara serietà e onestà, legato a lui da una profonda e duratura amicizia. I funerali si celebrano oggi a Modena alla “Terracielo Funeral Home”.







































































































