ROMA – Si sono chiusi ufficialmente i termini per la presentazione dei ricorsi relativi all’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Delle sei società fermate in prima istanza dalla Covisod (Fasano, Favara, Melfi, Sangiuliano, Nardò ed Enna), ben cinque sono riuscite a sistemare la documentazione necessaria nei tempi stabiliti e restano ora in attesa del verdetto definitivo della Commissione di Vigilanza, previsto a partire dal 28 luglio. L’unica nota stonata riguarda il Sangiuliano: il club lombardo non è riuscito a superare le criticità finanziarie ed è stato costretto alla resa, rinunciando ufficialmente al campionato di quarta serie.
Incastri e graduatorie: la situazione ripescaggi
La defezione del Sangiuliano spalanca la strada al meccanismo dei ripescaggi per ripristinare il format standard a 162 squadre:
- Le prime 4 ufficiose: I primi quattro posti utili della graduatoria di merito sembrano già blindati da Lascaris, Fiorenzuola, Castellanzese e Derthona. Su quest’ultimo club resta tuttavia vigile l’Imolese, che ha fatto ricorso contro la bocciatura della Covisod sulla domanda di ripescaggio: se verrà accolto, i bolognesi saranno sicuramente ripescati.
- La carta Grassina: Il vuoto lasciato dal Sangiuliano obbliga la Lnd a pescare un’ulteriore squadra tra le finaliste playoff di Eccellenza. In cima a questa speciale graduatoria c’è il Grassina, che staccherebbe di 2-3 punti i sardi dell’IlvaMaddalena e attende soltanto la comunicazione ufficiale da Roma per festeggiare il salto di categoria.
- A livello regionale, se l’Imolese venisse ripescata, allora la Pieve “tornerebbe” nel girone B di Promozione con tutte le modenesi raggruppate nello stesso girone.







































































































